Domande frequenti (faq)

Come mai le unghie sono fragili?

Le cause di indebolimento delle unghie sono molteplici: carenza di minerali o vitamine, uso di particolari medicinali, indebolimento dello stato fisico della persona, stress, nonché l’esposizione delle unghie ad agenti aggressivi come l’uso di acqua, detersivi, saponi ecc…che disidratano l’unghia rendendola così più debole. Il problema delle unghie fragili è risolvibile attraverso l’uso di prodotti specifici come gli smalti rinforzanti a base di calcio (Nail hardner) o ricorrendo alla ricostruzione delle unghie in gel o acrilico, permettendo così all’unghia di crescere e raggiungere la lunghezza desiderata.

Nella ricostruzione con tip, come mai a volte il gel si stacca dalla punta?

Il distaccamento del gel dalla punta della tip può essere causato da diversi fattori:

1 Opacizzazione sbagliata:

Dal momento che il gel non aderisce sulle superfici lisce è indispensabile opacizzare bene l’intera superficie della tip.

2 La punta della tip è stata accorciata dopo la ricostruzione:

Dopo l’applicazione del gel finish (sigillante) la punta non va assolutamente limata, poiché si rischierebbe irrimediabilmente di far saltare il sigillante.

3 La cliente ha accorciato di sua iniziativa la punta della tip:

Capita, talvolta, che la cliente non contenta della lunghezza dell’unghia, tra un appuntamento e l’altro, provveda da sé ad accorciare la lunghezza. Una cosa che va assolutamente vietata, poiché, così si elimina lo strato finale del gel (sigillante), quello che ha il compito di proteggere e mantenere la ricostruzione.

4 Lo strato di gel applicato è insufficiente:

Durante il processo di polimerizzazione il gel tende a ritirarsi, quindi è consigliabile utilizzare una maggiore quantità di prodotto, in modo che esso non si distacchi dopo l’asciugatura.

Perché è necessario eliminare lo strato di dispersione dopo l’ultimo strato di gel?

I gel utilizzati per la ricostruzione delle unghie contengono sostanze che reagiscono a contatto con l’ossigeno. Il contatto con l’ossigeno presente nell’aria disturbano il processo di aggregazione delle molecole durante la polimerizzazione. Quindi, sulla superficie dell’unghia rimane uno strato appiccicoso, detto strato di dispersione. Nel sistema di ricostruzione trifasico lo strato di dispersione favorisce l’aderenza degli strati successivi di gel. Dopo la stesura dell’ultimo strato di gel (finish o sigillante), è necessario rimuovere lo strato di dispersione con un pad imbevuto di cleaner; in caso contrario lo strato appiccicoso potrebbe rovinare la lima.

Come si può creare una forma piena e rotonda dell’unghia? Come si fa ad evitare la forma piatta, poco bombata?

La corretta struttura dell’unghia è importante non solo esteticamente, ma anche dal punto di vista della staticità e della stabilità della ricostruzione. Con il punto di stress, così chiamato perché qui converge il peso della ricostruzione, dovrebbe coincidere l’apice, il punto più alto della ricostruzione, posto esattamente al centro dell’unghia. Considerata la crescita naturale dell’unghia, bisogna sempre rispettare la staticità dell’unghia, perlomeno fino all’appuntamento successivo. Alcuni operatori pongono l’apice della ricostruzione non esattamente al centro, ma leggermente spostata verso la lunula. Bisogna sempre tenere in mente che il gel di struttura va posto al centro dell’unghia e lavorato sottilmente verso i bordi con il pennello.

In che cosa consiste un sistema di ricostruzione trifasico e quali sono le differenze rispetto al sistema monobasico?

Il sistema trifasico prevede l’utilizzo di diversi gel da ricostruzione. 1 Fase: gel base (detto anche bonding), che crea la perfetta aderenza con l’unghia naturale e costituisce la base per le fasi successive. 2 Fase: gel builder (detto anche di struttura), di solito ad alta viscosità, utilizzato per modellare l’unghia e per creare la bombatura. 3 Fase: gel finish (o sigillante), che, applicato sottilmente, sigilla la superficie e conferisce lucentezza alla ricostruzione. Di norma il gel monofasico riunisce le tre caratteristiche: aderenza, stabilità e sigillatura, in un unico prodotto. Tuttavia, va detto, che bisogna accettare qualche compromesso, come ad esempio, l’utilizzo di un ulteriore gel di supporto come il finish. Il sistema di ricostruzione trifasico, è di norma preferibile, poiché specifico per ciascuna fase di lavorazione.

E’ vero che la ricostruzione unghie andrebbe tolta periodicamente per permettere all’unghia di respirare? Dopo la rimozione le unghie sono deboli, si spezzano continuamente e quindi è molto difficile farle ricrescere… Ma allora la ricostruzione rovina le unghie naturali?

L’unghia naturale è prevalentemente composta da cheratina. Il processo di formazione dello strato corneo (lamina) è detto cheratinizzazione: in questa fase finale le cellule prodotte dalla matrice destinata a formare la lamina non contengono più il loro nucleo, sono in sostanza cellule morte che vengono man mano eliminate come accade per l’epidermide. L’unghia, intesa quindi come strato corneo che ricopre e protegge il letto ungueale, non è una parte viva del nostro corpo bensì uno strato acellulare (cellule morte). Questa premessa serve a chiarire che le unghie non respirano! La ricostruzione o semplicemente l’uso continuo di smalto non possono creare problemi alle unghie perché non le lasciano respirare. Questo è un luogo comune che ormai è ora di sfatare. Il motivo per cui, a seguito della rimozione, le unghie sono più deboli è dovuto al fatto che la lamina non si è ossigenata per il periodo in cui è stata coperta dal prodotto, ossia, letteralmente detto: “non ha preso aria!”. Tanto è vero che, nell’arco di 7/10 giorni successivi la rimozione, l’unghia torna ad essere com’è sempre stata prima del lavoro di ricostruzione. O così almeno dovrebbe essere. Se le unghie sono sottili, deboli, si spezzano, sono arrossate e faticano a crescere, la causa è da ricondurre a scorrette manualità da parte della tecnica durante i ritocchi, nell’uso improprio della fresa o della semplice lima, o durante la rimozione del prodotto. I materiali creati per la ricostruzione delle unghie sono studiati proprio per non danneggiarle o modificarne la genetica, ma per proteggerle, renderle più belle e addirittura, in alcuni casi, per correggerne difetti estetici condizionanti come, ad esempio, l’onicofagia.

Perché capita che la ricostruzione in gel non asciughi completamente sotto la lampada UV, anche se si rispettano i tempi di esposizione suggeriti dal produttore?

E’ possibile che la lampada UV in questione non abbia più le stesse prestazioni degli inizi. Diversamente dalle lampade ad incandescenza, i tubi UV bruciano difficilmente, diventano però con il tempo sempre meno potenti. Essi dovrebbero essere sostituiti regolarmente, ogni circa sei mesi.

Perchè, talvolta, il gel brucia?

A questa domanda non è sempre facile rispondere, prima di tutto perché abbiamo riscontrato che in alcuni casi il bruciore intenso è causato da una limatura troppo aggressiva o da un uso improprio del pennello. Una cosa è certa: il bruciore non dipende dal prodotto quanto ad altri fattori quali il caldo, lo stato di salute dell’unghia e della persona. Ad esempio, il bruciore può essere più intenso quando la cliente si trova nei giorni del ciclo mestruale. Il bruciore può anche essere causato dalle condizioni delle unghie della vostra cliente e dal tipo di lavoro che svolge: attenti a chi ha le unghie particolarmente rovinate e deboli, ma anche a chi utilizza le mani per lavorare e magari usa giornalmente prodotti chimici molto aggressivi, ad esempio: addette alle pulizie, infermiere professionali, parrucchiere. Lo stesso gel, inoltre, usato su persone diverse può provocare reazioni differenti; ad alcuni può provocare bruciori notevoli, mentre ad altri non provoca nessuna reazione, questo ovviamente dipende dalla sensibilità che cambia di persona in persona. Anche il dolore non viene avvertito da tutti alla stessa maniera. Una soluzione al bruciore intenso potrebbe essere, ad esempio, quella di tenere per i primi 10-15 secondi la mano fuori dalla lampada UV ma in modo tale che comunque possa essere ugualmente colpita dai raggi UV, successivamente si può inserire la mano normalmente all’interno della lampada UV. Il bruciore, inoltre, è più intenso in determinati periodi dell’anno, non dimentichiamoci che il gel è un prodotto fotoindurente e si solidifica grazie ad una reazione chimica pertanto è molto sensibile al cambiamento del tempo. In particolare, il bruciore può essere più intenso nei cambi di stagione, quando ad esempio si passa da una stagione fredda a una calda e viceversa. Il bruciore rappresenta il momento in cui il gel si solidifica. Tuttavia, il bruciore intenso può anche essere dovuto ad una limatura eccessiva dell’unghia naturale, in fase di preparazione. L’unghia naturale della cliente potrebbe essere molto sottile di suo, e quindi più sensibile o potrebbe essere stata danneggiata da un uso della fresa troppo aggressivo. In alcuni casi il bruciore potrebbe essere causato dal fatto che l’operatrice abbia stesso sul letto ungueale una dose troppo eccessiva di gel. E’ importante dare la giusta informazione alla clientela, la corretta informazione è alla base del nostro lavoro. In caso di bruciore invitate la cliente a tirare fuori la mano e a premere i polpastrelli per un po’, successivamente si può inserire nuovamente la mano dentro la lampada UV.

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